Cannabis Terapeutica Tra Storia E Futuro

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La maggioranza delle sostanze che oggi chiamiamo droghe sono state vengono effettuate tuttora dei farmaci. Difatti, la pianta ha una così robusta storia globale che non ci permette di sapere come la parola Marihuana sia stata coniata nello spagnolo messicano. Sappiamo che gli spagnoli portarono la Cannabis in Messico per coltivarla a scopo tessile, ma dicono che sia improbabile che gli spagnoli facessero un uso significativo delle sue proprietà psicoattive.

Una persona che fumasse uno spinello confezionato con metà tabacco e metà cannabis indica (la versione della canapa che solitamente produce un effetto più sedentario, uno sballo” più delicato) avrebbe avuto un’esperienza molto diversa da chi beveva il liquore messicano Pulque mangiando qualcosa preparato con cannabis sativa (la versione della canapa più tendente a generare stati di ansia).

Durante la prima enciclopedia medica araba, il Paradiso della sapienza di Ali Rabban al-Tabari, medico del califfo marijuana Baghdad intorno all’850, c’è una completa trattazione dell’oppio (afiun) come analgesico, calmante della tosse, narcotico, veleno – in forma marijuana theriaka – antidoto ai veleni. La paura marijuana gente dalla pelle scura unita alla paura marijuana droghe da incubo usate dalla gente dalla cuoio scura produsse un’ondata marijuana azioni pubbliche contro la minaccia della Marijuana.

Poi fu l’LSD, la cui storia avventurosa è stata oggetto di tanti libri, e che in vent’anni generò innumerevoli articoli scientifici e altrettante vivacissime controversie fra chi lo considerava straordinario strumento di indagine della mente nonché utile coadiuvante nella psicoterapia e nella psicoanalisi, e chi lo vedeva solo come sostanza distruttrice dell’io e disgregatrice della società.

Allo svizzero Philippus Aureolus von Hohenheim – passato alla storia come Paracelso – spetta forse il maggior merito nella riscoperta scientifica dell’oppio. Una testimonianza, pubblicata nel Washington Post, segna un distinzione tra il Marihuano messicano erba pazza” e l”Hasheesh” indiano, Cannabis indica”. Tutta la storia ancora si ripercuote sulle vite di persone di sesso maschile e donne affette dalla droga ogni giorno.

Il mistero dell’origine del nome ancora oggi Marijuana è appropriato verso questa pianta dall’incredibile moltitudine di sfaccettature. La questione della storia della marijuana è complicata dal fatto che perfino il Messico a ciò tempo stava effettuando un giro di vite sulla droga, la proibizione del messico sulla cannabis arrivò nel 1920, ben 17 anni prima dell’inizio del giro di vite del governo federale americano (con il Marijuana tax act del 1937). A. C. ) è il il suo primo a parlare della theriaka, una miscela di preparati diverse, sempre contenente oppio, che avrà una lunghissima storia, sopravvivendo addirittura sottile al XVIII secolo.

In questo articolo cercherò di raccontare con qualche dettaglio la storia dell’uso medico della sostanza storicamente più importante, l’oppio, e di quella attualmente più promettente, la canapa, mentre potrò solo accennare brevemente a quella marijuana altre sostanze non inferiore cariche di vicissitudini, eppure che per varie ragioni devono, sotto l’aspetto dottore, essere considerate di in base a piano.

Oggi la cannabis in molti Paesi sta avendo sempre più attenzione come trattamento per le patologie più disparate e i moderni metodi di indagine scientifica hanno permesso di convalidare molti degli effetti terapeutici scoperti in passato, trovandone di nuovi. La storia della cannabis come farmaco si chiuse bruscamente, quantomeno in America e in Europa, appena prima della seconda guerra mondiale e bisogna aspettare gli anni ’70 per rivedere i primi cenni di una rivalutazione.

L’oppio è taluno dei farmaci principali ancora oggi medicina fin dai tempi dove essa si confondeva ancora con la magia e con la religione, e certo uno dei pochissimi che per il loro valore hanno attraversato i millenni fino ai nostri giorni. Si può finalmente dire senza paura successo sbagliare che la Cannabis, i suoi derivati, e il sistema dei cosiddetti endocannabinoidi costituiscono uno dei campi di indagine più promettenti della farmacologia e della clinica.

Nei trent’anni successivi diventano assai rari i lavori sull’uso dottore della Cannabis, ed dicono che sia solo con la raffinato degli anni Settanta dello scorso secolo che un timido interesse si risveglierà e che, fra mille difficoltà, cominceranno a riapparire studi su Cannabis e cannabinoidi (16). Tra il 1840 e il 1900 furono pubblicati appropriata di 100 articoli sugli usi medici della cannabis, tra i quali quello del 1890 pubblicato dalla rivista Lancet a firma del dottor J. R. Reynolds che riassume 30 anni di esperienza con la canapa in medicina.

Invece, Moreau considera l’hashisch sia uno strumento di indagine della memoria, sia un farmaco evidente in varie malattie mentali. La minaccia della Marijuana”, come possiamo dire che descritta dai fautori delle campagne anti-droga, fu impersonificata da razze inferiori ed reietti della società”. Intorno al 1850, la siringa ipodermica entrerà rapidamente nell’uso abituale proprio per la somministrazione di morfina, segnando la più rapido rivoluzione nella storia della somministrazione dei rimedi farmacologici. Cosicché sono rimaste finora senza seguito le esperienze di distacco dal dolore e di accettazione della morte indotte facilitate dai cosiddetti psichedelici.